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Entropia

Che poi secondo me alle ultime elezioni, lì in mezzo all’ampia schiera che pareva uscita dalla Corte dei Miracoli e dalla Commedia dell’Arte, c’erano due candidati che, a parte le idee politiche condivisibili o meno, erano, sempre con l’unità di misura di un politico, persone serie e con un certo senso di responsabilità.

Forse in un paese che cerca un governo li si sarebbe votati e invece si sono premiati un comico e un buffone, ma si sa che noi italiani non cerchiamo la stabilità, non ci piace mica tanto, preferiamo la fantasia.

Va bene che con la stabilità ci vorrebbe poi anche la memoria e la memoria qui è un po’ come quando Ulisse si è trovato su quell’isola dove tutti mangiavano i fiori e stavano bene perché non si ricordavano niente e vivevano nell’oblio, che poi secondo me adesso si fa senza mangiare i fiori, basta la televisione.

Comunque la cosa un po’ mi ha fatto pensare e allora mi sono detto: Bruno, ora io non mi chiamo Bruno e non mi chiamavo così neanche prima di ora, però mi è capitato negli anni già da quando ero bambino di incontrare persone che mi chiamavano Bruno, il bello è che erano sia sconosciuti sia amici che ad un certo punto dopo tanti anni mi chiamavano Bruno, beh allora io, che comunque sono tollerante, tanto per non fargli torto ogni tanto mi chiamo Bruno anche da solo, così per solidarietà.

Insomma mi sono detto che la stabilità, la serietà non è nei nostri geni italiani, infatti mica ci piacciono tanto le geometrie di Bach, preferiamo da sempre le scale vorticose di Paganini e l’acuto della “pira”, insomma più che il metodo cerchiamo lo scarto laterale, il colpo di genio, la risata e allora avanti con lo Zanni primo e l’altro Zanni, che però non è secondo, che continuano la loro commedia autarchica promettendoci la vincita al lotto e il miracolo prossimo futuro.

Bruno mi ha anche ricordato che, negli anni settanta, alcuni profeti apocrifi scrivevano sui muri frasi di grande effetto per l’epoca, frasi come “la fantasia abbatterà il Potere e una risata lo seppellirà”, ecco ora non so se il Potere ne risentirà, ché per una sua proprietà isotropica mi sa che rimane sempre lì in piedi, ma se sostituiamo la parola Potere con Stato forse la profezia non era del tutto sbagliata, solo molto fraintesa.

Che poi ripensandoci adesso: Bruno è il protagonista di uno dei miei film preferiti e anche il nome dell’aquila di quell’altro film che mi piace, quello con Belushi che fa il giornalista, ma credo che con tutto questo non c’entri niente.

Suonare

Ogni tanto capita di trovarmi nei centri commerciali, che sono quei posti dove trovi un sacco di negozi che vogliono vendere un sacco di roba ad un sacco di persone sperando che abbiano un sacco di soldi da spendere, che io poi eviterei anche di andarci in questi centri commerciali perché comunque c’è un gran casino dato che hanno questa abitudine di tenere la musica accesa nei negozi e nelle gallerie e fanno a gara a chi alza il volume così che alla fine le persone che sono lì devono anche loro alzare la voce per parlarsi e col fatto che mica ci sono solo cinque o sei persone, ma molte di più, il risultato è che c’è una confusione enorme. Insomma a me i centri commerciali danno questa impressione, che poi non mi sembra neanche una buona soluzione per vendere della merce con tutta questa confusione, ché magari uno in un posto più tranquillo perde tempo e non fa acquisti compulsivi però potrebbe anche essere che invece trova il tempo per acquistare di più, ecco non so bene come funziona questo meccanismo ma secondo me lo fanno per stordire i clienti.

Comunque stavo uscendo da uno di questi posti e, mentre attraversavo il parcheggio, mi sono trovato a fianco di un’auto che non riusciva a passare perché c’era un’altra auto parcheggiata male che la bloccava e siccome l’uomo sulla prima auto andava di fretta ho visto che si agitava, sbraitava e suonava il clacson, che poi l’altra auto era davvero parcheggiata male perché io, per riuscire a passare a piedi, ho dovuto girarci attorno ed è successo proprio mentre arrivava questo con l’auto che andava di fretta e secondo me ha anche pensato che l’auto parcheggiata fosse mia. Insomma visto che questo signore aveva tanta fretta gli ho consigliato di usare l’altra uscita del parcheggio e lui si è arrabbiato ancora di più e diceva che voleva uscire di lì perché non voleva fare il giro, che doveva andare a casa e che non era possibile parcheggiare in quel modo, ora osservandolo meglio mi sono accorto che assomigliava un po’ a Michael Douglas e allora ho preferito lasciarlo lì a imprecare e sono andato a prendere la mia auto, beh da lontano ho notato che mi guardava storto attraverso gli occhiali con la montatura nera e ha ricominciato a suonare.

Che poi io mi sono chiesto a cosa può servire suonare il clacson in un parcheggio grande come quello, visto che chi ci ha parcheggiato molto probabilmente è dentro al centro commerciale a fare acquisti compulsivi stordito dal casino e mica ti sente te che suoni lì fuori a duecento metri di distanza.

Cinema Novecento

L’altro giorno sono andato al cinema, in realtà ci sono andato di sera perché di giorno sono al lavoro e non posso andare al cinema, comunque l’altra sera sono andato al cinema, quello vero mica un home theatre, DVD o quelle cose lì, un cinema vero con lo schermo grande e tutte le sue belle poltrone in file parallele che se quello seduto dietro ha bevuto il vino lo senti e se invece hai davanti qualcuno alto allora un po’ ti copre la visuale, che una volta è capitato anche a me questa cosa della visuale però non ero al cinema e non ero neanche dietro, ero a teatro per un concerto e io ero quello davanti che copre la visuale, dietro c’era questa signora anziana che ha chiesto gentilmente se io e il mio amico potevamo scambiarci di posto ché lei così come eravamo messi non riusciva a vedere bene.

Ora io non avevo nessun problema a scambiare il posto è solo che quel signore seduto lì di fianco a me a teatro proprio non lo conoscevo e veniva anche da un’altra città, che io fra l’altro non c’ero mai stato, e poi non mi sembrava neanche tanto gentile chiedere al vicino di scambiare il posto perché era un po’ come dirgli implicitamente che era basso e a volte qualcuno se ne ha a male di queste cose e può capitare di litigare per niente, come in quel film americano dove c’è il mafioso che inizia dicendo al suo amico hey ti sembro buffo, ma buffo come? Che poi nel film è tutta una finta e lui dice che lo fa per scherzo di litigare, anche se proprio non si capisce fino a che punto, che secondo me è sempre meglio quando nei film non si capisce fino a che punto arrivano le cose, sono più interessanti così, mica come quei film, sempre americani, dove c’è sempre uno che è al telefono e quando fa quella faccia lì tu lo sai già che sta parlando con l’ufficio del procuratore.

Però tutto questo non l’ho mica detto alla signora ché forse le rovinavo la sua idea di amicizia e allora io e il vicino abbiamo fatto finta di conoscerci e ci siamo scambiati di posto, poi alla fine del concerto ci siamo anche salutati con delle grandi pacche sulle spalle, così sempre per non fare torto alla signora, che forse è andata a casa dicendo che per fortuna si trovano ancora dei giovanotti gentili, in realtà non so se la signora ha detto proprio giovanotti e non sarebbe neanche vero, ma ce lo metto io perché mi fa piacere.
Ecco invece l’altra sera sono andato proprio al cinema, mica a teatro, solo che non mi ricordo più che film ho visto, che secondo me così è più grave di quando non ti ricordi neppure di essere andato al cinema, ché può succedere che uno non si ricorda le cose, ma se ti ricordi di essere uscito di casa, di avere fatto il biglietto ed esserti seduto cercando di non avere nessuno alto davanti e poi non ti ricordi più il film, beh mi sa che quel film lì non è mica un gran film.