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Dic 25, 2012 - frattaglie, musica    No Comments

Il Rock, il mythos e Orietta Berti

Bruno: non devi raccontarmi la tua storia

Robert: cosa vuoi sapere allora?

Bruno: voglio sapere che sei
Robert: io sono la mia storia

(Nel corso del Tempo 1976)

 

Tempo fa la mia famiglia gestiva un albergo ristorante in un paese di provincia dove era attivo un cinema teatro e in quel ristorante passavano molti attori e musicisti che tenevano spettacoli nel paese. Erano gli anni sessanta e tra gli avventori del ristorante capitava spesso la cantante Orietta Berti.

A quel tempo mia madre ascoltava, come tutti i giovani, un po’ di musica e le canzoni della Berti le piacevano molto.

Poi i miei rinunciarono al ristorante e nel paese chiusero il teatro, di conseguenza per me e i ragazzi della mia età non ci fu modo di entrare in contatto in modo diretto con cantanti ed attori, se non attraverso la televisione e la radio. I concerti erano radi e abbastanza distanti o almeno lo erano per mezzi come la bicicletta o il motorino, si verificò quindi un effetto molto strano: cantanti nostri conterranei ci apparivano lontani, posti sullo stesso piano delle star del rock’n’roll e molti ragazzi si appassionarono di musiche esotiche e distanti dalla nostra terra e, crescendo, si allontanarono sempre di più dalle radici per seguire i concerti.

Ovviamente anch’io venni rapito dal rock, una musica al tempo stesso istintiva e misteriosa, anche per il fatto di essere cantata in inglese. A questo proposito forse aveva ragione il regista tedesco Wim Wenders quando affermava che, per noi che parliamo un’altra lingua, il rock ha un fascino più profondo. La stessa cosa capita, per dire, agli americani con le canzoni francesi o con l’opera italiana. Ecco iniziai dunque ad ascoltare la musica rock e, se i Beatles piacevano anche a mia madre, lei rimase invece un po’ perplessa per la voce che sentiva risuonare sempre più spesso dall’impianto stereo: insomma alla voce nasale di Bob Dylan lei continuava a preferire Orietta Berti.

Col tempo approfondii sempre di più la mia passione per il rock, cercando di scoprirne la storia ed i codici, la musica divenne sempre di più il legame di un universo culturale parallelo e popolare, fatto sia di concerti che di film, capace di narrare storie nelle pagine dei libri come nei quattro o cinque minuti di una canzone.

Insomma gli acquisti di dischi aumentavano e gli ascolti erano sempre più frequenti e col tempo, nonostante le minacce bonarie di mia madre di buttare tutti i miei dischi dalla finestra, il rock divenne stranamente parte delle mie radici. Cominciai a viaggiare per assistere ai concerti, visitare luoghi immaginati solo tramite film o libri, oppure anche solo per incontrare persone con le stesse passioni musicali per scambiarci dischi e notizie ed era l’unico modo visto che internet ancora non esisteva.

Intanto anche mia madre non trovava più che le canzoni che ascoltavo fossero tutte uguali e, forse, qualche disco rock le piaceva anche un po’.Per un certo periodo se lei e mio padre leggevano un articolo di giornale che parlava dei miei musicisti preferiti lo ritagliavano e me lo mettevano da parte.
Poi negli anni novanta Orietta Berti ritornò in televisione a condurre un programma intitolato Rock’n’Roll ma a mia madre ormai non interessava più, i tempi erano cambiati.

Ott 26, 2012 - frattaglie, musica    No Comments

Celeste Aida

Riassunto a braccio e a memoria dell’operona i quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Ghislanzoni .

 

Personaggi principali:

Aida (lo dice il titolo): tonta principessa etiope schiava in Egitto, innamorata di Radames.

Radames : coraggioso capitano della guardia onesto ma decisamente tonto, innamorato di Aida.

Il Faraone : non si sa il nome ma è il capo di tutto, in fondo però è un buon uomo.

Amneris: figlia del faraone stronzetta e viziata, ama Radames non riamata (e son cazzi perché lei è una che conta).

Amonasro: il re degli etiopi e padre di Aida, un po’ Ulisse un po’ vigliacco si finge un povero prigioniero e nasconde la sua identità.

Ramfis: il gran sacerdote, il solito stronzo altezzoso e diffidente che c’è in tutte le opere.

 

Atto primo:

qui si spiega che c’è Aida che ama segretamente Radames e viceversa, invece Amneris no.

Arriva l’allarme che l’Etiope attaccherà l’Egitto e ci vuole un comandante per l’esercito, Radames spera di essere eletto e di conquistare gloria e poi sposare Aida, canta subito “Celeste Aida” che è un’aria famosissima anche se lei invece è nera.

Amneris che è innamorata, ma non scema, sgama la storia e si inacidisce.

Iniziano i preparativi per la guerra, Radames viene nominato comandante dell’esercito e fa i riti vari del caso, c’è anche un balletto di sacerdotesse, insomma tutti contenti meno Aida che non sa se preferisce che vinca Radames o il padre.

 

Atto secondo:

C’è una specie di festa a casa di Amneris e c’è anche un balletto di nani (o bambini), la stronzetta inganna Aida dicendole che Radames è morto in battaglia, così la scema ammette di amarlo e allora lei le strilla “povera sfigata che credi? sei una schiava e io figlia di faraone” e poi le dice che invece lui è vivo e se lo vuole fare lei (se la cantante si immedesima troppo ci scappa il gesto dell’ombrello).

Ritorno trionfale dalla guerra (la famosa marcia dell’Aida), Radames conduce i prigionieri e i trofei davanti al Faraone, Aida riconosce il padre tra i prigionieri e chiede pietà per lui e per il suo popolo.

Dopo lunga trattativa fra Radames, che li vuole liberare tutti (ma allora sei tonto veramente, prima li catturi e poi li liberi?) e il gran sacerdote che li vorrebbe arrosto per evitare che ritornino a combattere contro l’Egitto (e stavolta lo stronzo, che ci vede lungo, ha ragione), il Faraone decide di lasciarli liberi, però liberi tutti tranne Aida e il padre che rimangono in ostaggio (ma va te che sfiga).

 

Atto terzo:

che poi a questo punto in Egitto gli schiavi se ne girino liberi per i fatti loro giorno e notte non stupisce più nessuno, infatti Aida aspetta Radames di notte in una radura vicino al tempio, invece arriva il padre che le dice che se ne torna in Etiopia a comandare l’esercito per la rivincita (e stavolta duri, ragazzi!), il subdolo volpone convince Aida a farsi rivelare da Radames il percorso degli Egizi per preparargli una bella imboscata e poi si nasconde.

Arriva il tontolone e tra una frase e l’altra Aida gli estorce che l’esercito passerà dalle gole di Napata, qui sbuca Amonasro tutto soddisfatto e gli fa il gesto del “vedrai cosa gli faremo ai tuoi egizi”, Radames inizia a dire “son disonorato” Aida dice “scappa con me”, ecc

Solo che questi scemi anziché tramare sottovoce stanno tutti a sbraitare e dal tempio, che è lì a due passi, escono Amneris e il sacerdote che li sgamano subito.

Aida e il padre riescono a fuggire, il tontolone invece no e qui si intuisce che per lui si mette male.

 

Atto quarto:

Amneris cerca di convincere Radames a sposarla, in questo modo eviterebbe la condanna a morte, lui rifiuta e lei se ne ha a male (non ricordo se canta l’aria “son così cozza io”, ma non credo): non mi vuoi e allora crepa e lo consegna ai sacerdoti.

Poi però la viziata figlia di faraone ci ripensa, è pentita e vorrebbe salvarlo, ma ormai è tardi e allora maledice i sacerdoti (insomma è una donna, che ci volete fare).

Nella scena finale Radames è sepolto vivo mentre al piano di sopra si celebrano i riti funebri.

Mentre lui è lì che canta “la fatal pietra sopra di me” da un corridoio della tomba (ma quanto è grande?) arriva a sorpresa Aida.

Solo che la scema mica ha scavato una via di fuga per tutti e due, eh no, si è nascosta per tempo nella tomba per essere sepolta viva con il suo innamorato, alla fine ci riescono e muoiono felici e contenti.

 

Note storiche : Aida fu commissionata per l’inaugurazione del canale di Suez nel 1871 e rappresentata al Cairo.

Note musicali : le solite Do, Re, Mi, Fa diesis eccetera

Curiosità : l’aria Celeste Aida viene accennata nel film “La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone” di Pupi Avati ma è cantata da una donna (forse) : http://www.youtube.com/watch?v=HhBXZJzEy-w